Londra da leggere

Anche se al momento è molto difficile viaggiare, nulla ci vieta di farlo con la mente e l’immaginazione e allora cosa di meglio di leggere libri che parlano delle nostre mete del cuore? Per preparare i miei primi viaggi a Londra, ho letto vari libri che avevano come argomento la capitale inglese e questi sono quelli che posso consigliare.

Peter Ackroyd, Londra-La biografia. Colpisce il fatto che nel titolo si parli di biografia e non di storia, ad intendere la città vista come un organismo vivente, pulsante, quasi un essere umano con una storia lunga millenni, che Ackroyd ricostruisce sapientemente nelle 700 pagine del libro. Qui c’è davvero tutto quello che c’è da sapere su Londra!

Antonio Caprarica Il romanzo di Londra: storie, segreti e misfatti di una capitale leggendaria. Caprarica è stato per circa 10 anni corrispondente del telegiornale a Londra e ha dedicato vari libri alla capitale inglese e alla Royal family. Tante storie e aneddoti scritti con tono leggero ed ironico, nello stile tipico di questo giornalista che considera il Regno Unito una seconda casa.

Corrado Augias I segreti di Londra: storie, luoghi e personaggi di una capitale. I libri dei “I segreti di” dedicati a varie città dal celebre giornalista possono quasi formare una collana! Da Anna Bolena a Marx a Hogarth fino a Lady Diana, tante storie più o meno segrete che si leggono con piacere.

Simonetta Agnello Hornby, La mia Londra. La scrittrice siciliana arrivò sola a Londra giovanissima negli anni ’60 mandata dalla famiglia a studiare l’inglese. In questa città si è poi sposata, sono nati i suoi due figli, ha lavorato come avvocato e giudice minorile: per lei Londra è non è più una seconda patria, ma la prima tanto, che da dichiarare di voler morire proprio qui. Il suo è un libro pieno di ricordi personali, il racconto della sua vita e un grande atto d’amore verso la sua città.

Edward Rutherfurd London. Se anche a voi, come a me, piacciono i libroni con non meno di 600 pagine, Rutherfurd è lo scrittore per voi! Riprendendo lo stile di James Michener, Rutherfurd racconta la storia di alcune città o luoghi partendo dal loro inizio fino ai giorni nostri tramite le vicende intrecciate di alcune famiglie attraverso i secoli, il tutto ambientato in una cornice storica molto accurata. Per fortuna nell’introduzione c’è sempre un albero genealogico delle varie famiglie, sennò sarebbe molto difficile seguire le fila del discorso! Molti anni fa regalai il suo primo libro, Sarum (ovvero la storia di Salisbury, città natale dell’autore) a mia madre e da allora ho letto quasi tutti gli altri, compreso London. È un mattone, nel vero senso della parola, visto che pesa tantissimo e ha più di mille pagine, ma vi assicuro che il racconto di 2000 anni di storia di Londra vi terranno incollati a questo romanzo!

Altri suggerimenti ne avete????

Nella nuvola

Siete mai stati in una nuvola???? Chi è romano, sa benissimo che “La Nuvola” è il nome del nuovo centro congressi realizzato pochi anni fa nel quartiere dell’EUR. Al concorso organizzato dal Comune di Roma parteciparono circa 700 progetti, e la giuria, presieduta dal celebre Norman Foster, decretò come vincitore l’architetto Massimiliano Fuksas. L’opera ha avuto una genesi molto travagliata, il progetto subì ben 12 cambiamenti in corso d’opera ed è stata molto contestata sia per i lunghi tempi di costruzione sia per i costi lievitati rispetto a quelli previsti.

Il complesso è composto da tre elementi fondamentali: la Teca, la Nuvola e la Lama.

La Teca: La Teca è la “scatola” esterna dell’edificio, un parallelepipedo completamente trasparente realizzato in acciaio e con una doppia facciata in vetro. Ha un’altezza di 40 metri e una lunghezza di circa 170. Per realizzarla sono stati utilizzati 42.000 mq di vetro.

La Nuvola: appoggiata al suolo solo in tre punti, sembra galleggiare nella Teca. La Nuvola è realizzata in acciaio rivestito poi da un telo semitrasparente (14.000 mq) in fibra di vetro microforata che garantisce l’effetto “nuvola”. Al suo interno è presente l’auditorium.

La Lama: è invece l’albergo che fiancheggia il centro congressi.

Anche se è stato inaugurato nel 2016 ed è già operativo, il centro congressi ha ancora dei lavori minori che devo essere effettuati per essere completato definitivamente.

Secondo quanto ha dichiarato l’architetto Fuksas, l’idea era quella di fondere passato e presente, l’architettura razionalista che caratterizza il quartiere dell’EUR ed è ben rappresentata dalle linee geometriche della teca con le linee fluide del barocco borrominiano della Nuvola, l’ordine con il disordine.

Avevo visto l’edificio solo passando davanti in macchina e da fuori non si riesce molto ad intuirne la bellezza. Finalmente ho avuto la possibilità di visitarlo “vuoto” ovvero senza visitatori che lo affollano in occasione delle varie manifestazioni che qui si tengono ed è stata una rivelazione. Al piano inferiore si estende l’enorme sala congressi che può contenere circa 10.000 persone e può essere modulata, tramite pareti mobili, in 24 ambienti minori. Salendo al piano intermedio si può ammirare da vicino la “pancia” della Nuvola per poi entrarci dentro nei ultimi tre piani.

Confesso che non mi aspettavo che fosse così bella: la sensazione è quella di trovarsi in un qualche edificio futuristico, o in film di fantascienza, in una sorta di astronave. Arrivare all’ultimo piano e camminare su alcune passerelle può creare problemi per chi soffre le altezze perché i parapetti sono tutti in vetro e ci si trova a circa 30 metri dal suolo!! Ma penso che le foto parlino di più di quanto io possa spiegare e quindi lascio a loro la parola!

Nuvola, e nuvole.

Dappertutto dominano i colori bianco, nero e grigio tranne che nell’auditorium dove esplode il rosso dei pannelli di cedro che lo rivestono e delle poltrone Frau disegnate dall’architetto Doriana Fuksas e dedicate a Carla Bruni, sua grande amica.

L’oculo, che permette un’ampia visione dell’esterno, secondo l’architetto è un omaggio all’elemento femminile.

Il FAI ha aperto la Nuvola in occasione delle Giornate di Autunno 2020 e come volontaria ho avuto l’opportunità d conoscerla un pò più a fondo. A me piace molto e anche i nostri visitatori sono rimasti entusiasti. E voi cosa ne pensate??

In occasione della Festa del Cinema di Roma la Nuvola si è colorata di rosso.

Piccola guida per viaggiatori golosi a Torino

Non si può parlare di Torino senza parlare di cioccolato. Questo connubio perfetto nasce nel 1560 quando, per festeggiare il trasferimento della capitale ducale da Chambéry a Torino, Emanuele Filiberto di Savoia servì simbolicamente alla città una fumante tazza di cioccolata. È proprio qui che sono stati creati il Bicerin, bevanda calda a base di caffé, cacao, crema di latte e il Gianduiotto, realizzato unendo il cacao alla nocciola delle Langhe, il primo cioccolatino ad essere incartato. Nella mia 48 h nella ex capitale d’Italia mi sono divertita a girare per le migliori cioccolaterie della città, a partire da quelle storiche fino alle ultime nate.

La Baratti & Milano nasce come liquoreria-confetteria nel 1858 con bottega sull’attuale via Garibaldi, grazie al connubio tra Ferdinando Baratti e Edoardo Milano. Dopo soli pochi anni, la necessità di trovare più ampi spazi portò al trasferimento nell’attuale sede, nella appena realizzata Galleria Subalpina, che divenne ben presto una delle sale da tè più frequentate in città. Nel 1874 la ditta ottenne il titolo di “Provveditori di S.M. il Re d’Italia e dei Reali Principi”. Proprio qui fu inventato il mitico cremino! https://caffe.barattiemilano.it

Stratta Altra istituzione torinese, facente parte dell’associazione ‘Locali storici d’Italia’, Stratta aprì nel 1836 in Piazza San Carlo, considerato il salotto buono di Torino, e vanta uno dei migliori “dehors” cittadini. Tra le sue specialità confetti, tartufi, marrons giacés, gelatine di frutta. Le sue vetrine piene di coloratissimi bonbons fanno tornare un pò bambini. https://www.stratta1836.it

Pfatisch Più recente delle precedenti, nasce infatti nel 1915 dal maestro di origine bavarese Gustavo Pfatisch, la Pasticceria e Cioccolaria è un’altra delle storiche “fabbriche del cioccolato” del capoluogo piemontese. Collocata in posizione meno centrale, vicino alla stazione di Porta Nuova, è anch’essa inclusa nei “Locali storici d’Italia”. Il suo laboratorio sotterraneo è una sorta di museo, conserva infatti le vecchie macchine per la produzione del cioccolato, fabbricate tra fine Ottocento e il primo Novecento, ancora funzionanti anche se non più in uso. http://www.pfatisch.com/it/

Bicerin altro locale che ha fatto la storia di Torino, aperto nel 1763 nella bella piazzetta della Consolata, deve la sua fama soprattutto alla creazione del Bicerin, golosa bevanda composta da caffè, cioccolato e crema di latte. Da questo locale il Bicerin si diffuse in tutta la città, diventando uno dei simboli di Torino, ma sicuramente berlo qui ha tutto un altro sapore ed un’atmosfera di altri tempi. Il locale ha avuto ospiti illustri come il Conte di Cavour, Giacomo Puccini, gli Agnelli, mentre Umberto Eco lo descrive dettagliatamente nel “Cimitero di Praga”. Da gustare qui cioccolata in tazza, lo zabaione, la Torta Bicerin che riprende i sapori della bevanda, e persino il liquore e il toast al cioccolato! https://bicerin.it

Guido Gobino altro nome top tra i cioccolatai torinesi, tanto da far parte dell’Exclusive Brandes Torino e di essere addirittura andato nello spazio!! Le specialità Extra Bitter dell’azienda sono state infatti in missione prima con Luca Parmitano e poi con Paolo Nespoli. e il suo cioccolato è stato scelto dall’ESA come Bonus Food Ufficiale delle missioni spaziali internazionali. Direi che non serve aggiungere altro! Purtroppo non sono riuscita a vedere la bottega di Via Lagrange perché stava chiudendo, ma ho potuto acquistare i suoi gianduiotti in aeroporto. Mi riprometto di fare una degustazione la prossima volta! https://www.guidogobino.it

Castagna Guido Castagna è colui che ha saputo stravolgere il tradizionale Giuanduiotto cambiandone forma, peso e grado di raffinazione per creare il Giuinott. Il suo store è elegante come una boutique di lusso! https://www.guidocastagna.it

Peyrano un’altra delle insegne più prestigiose e antiche della città aveva chiuso nel 2019. Per fortuna l’azienda, nata nel 1914 producendo caramelle, fornitrice della Casa Reale negli Anni Trenta, ha ricominciato la sua produzione dopo essere stata rilevata da un giovane imprenditore. http://peyrano.com

Torino Cioccolato Mi sono imbattuta in questo negozio camminando su via Maria Vittoria, a poca distanza dalla sede di Castagna. Marca più giovane, nasce infatti nel 1980, e meno nota delle altre, produce solo cioccolato in tavoletta e rum! http://torinocioccolato.it

Caffarel Paul Caffarel aprì la sua bottega nel 1826 contribuendo a far diventare Torino una capitale del cioccolato. Proprio a loro si deve la nascita del gianduiotto nel 1865: durante il carnevale di quell’anno, la maschera tradizionale della città Gianduia lanciò sulle persone che festeggiavano i primi cioccolatini incartati singolarmente, che da lui prenderanno il nome. Anch’essa nominata tra i fornitori della Reale Casa nel 1869, alla fine del XX secolo è stata acquisita dalla Lindt perdendo così il suo carattere artigianale. La sede di via Carlo Alberto è un normalissimo negozio moderno, senza il fascino di altri che ho visitato. http://www.caffarel.com/it

E alla fine del mio tour, questo è il bottino che ho riportato a casa!!

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Io e la Betsy

Facebook continua simpaticamente a ricordarmi che in questi giorni, due anni fa, ero in missione a Londra. Grazie Mark, mi serve davvero un aiuto per accrescere la nostalgia di quella splendida città e di uno dei sitting migliori che ho fatto e che, per fortuna, ho potuto replicare quest’anno! Ho già parlato ampiamente del quartiere in cui ho vissuto e che ho amato esplorare, Hampstead, ho voglia invece di dedicare un post a uno degli animali a cui mi sono più affezionata, ovvero Betsy.

Betsy è una simpaticissima Jack Russell di circa 7 anni la cui grande gioia nella vita è correre dietro alla sua pallina: penso potrebbe rincorrerla, velocissima, per ore, tanto che nelle nostre belle passeggiate a Primrose Hill e a Regent’s Park ero un pò restia a farla correre troppo, nel timore che prima o poi le prendesse un colpo! Con lei ho girato tanto alla scoperta di Belsize e Hampstead, anche nella speranza d’incontrare uno dei tanti Vips che abitano nella zona, ma niente, mai avuto fortuna.

Con lei seduta sulle mie gambe ho passato dei tranquilli pomeriggi di pioggia bevendo tè e leggendo sulla mitica chaise-longue Eames, la poltrona più comoda del mondo, e serate sotto il plaid guardando la tv. La notte si metteva a dormire sul mio letto e verso le 6 di mattina immancabilmente si intrufolava sotto il piumone! Non molto igienico sicuramente, ma non avevo il coraggio di mandarla via perché mi faceva troppo ridere questa cosa! Insieme una sera andammo in cima alla collinetta di Primrose Hill per ammirare, una volta tanto by night, il meraviglioso panorama di Londra che si gode da lassù per poi scappar via a gambe levate visto che non c’era nessuno, ma proprio nessuno, in giro! A febbraio ho ritentato l’impresa di andare al parco durante la passeggiata serale, stavolta insieme ad un’amica, ma faceva troppo freddo e Betsy aveva anche meno voglia di noi di camminare e così siamo rientrate di corsa a casa.

Ogni volta che sono tornata a Londra sono riuscita ad incontrare Betsy e la sua padrona (che tra l’altro dopo l’ultimo sitting, mi doveva un pranzo, ma purtroppo il Covid ha deciso altrimenti) e spero davvero di poterle incontrare di nuovo al più presto.

Un’oasi di pace a Roma

Per una volta tanto, voglio giocare in casa e visto che sono romana, parlerò di uno dei miei luoghi preferiti in città, l’Orto botanico. Nelle ultime settimane lo sto frequentando ogni domenica in quanto seguo delle lezioni di botanica e ogni volta scopro ed imparo cose interessanti.


L’Orto botanico di Roma ha origini antiche, infatti fu nel 1660 che all’Università venne assegnato un terreno per crearci un orto botanico universitario. Dalla prima sede sul Gianicolo, vicina a quella attuale, fu spostato in via Panisperna nel 1876, ma a causa dell’inadeguatezza di questa collocazione, dopo pochi anni venne trasferito nell’odierna sistemazione nei giardini di Villa Corsini.

Questa oasi di pace e di verde al centro di Roma presenta caratteristiche diverse: la zona pianeggiante che si incontra subito dopo l’entrata rispecchia l’antico aspetto del giardino Riario-Corsini, arricchito dal bel viale centrale costeggiato dalle palme, mentre nella parte alta, oltre a un bellissimo bosco di Conifere, è presente una zona con vegetazione mediterranea a leccio, probabilmente ultimo residuo di quella che copriva tutto il colle del Gianicolo. A proposito di palme, proprio qui c’è la più grande collezione all’aperto in Europa di queste piante.

In un’altra zona è stato ricreato un tipico giardino giapponese, mentre un’area è destinata a roseto, notevole è anche la collezione di bambù. Nel cosiddetto Giardino dei sensi, vasche in muratura accolgono piante riconoscibili al tatto o all’odore corredate da cartellini in Braille. In tutto sono presenti circa 3.500 specie vegetali, di cui alcune rare se non rarissime come la Wollemia nobilis W.G. Jones, K.D. Hill et J.M. Allen, una conifera ritenuta estinta fino al 1994. Il giardino è aperto tutti i giorni e organizza interessanti visite gratuite ed eventi vari, adesso ha aperto una casa delle farfalle che attira tantissimi bambini: in definitiva è il luogo perfetto, sia per i romani che per i turisti, per trascorrere qualche ora in totale relax in mezzo alla natura.

48 h a Torino

Torino 30 Settembre 2020

Grazie ad Alitalia, che ha pensato bene di non prorogare la scadenza delle Gift Cards, nonostante sia stato impossibile volare per mesi, dovendo utilizzare una delle carte regalo, mi sono concessa una piccola vacanza senza pelosi da accudire e ho finalmente realizzato il desiderio di vedere Torino. In realtà volevo anche sfruttare il voucher della Regione Piemonte che permetteva di soggiornare in molte strutture per tre notti al costo di una, ma rimandataria come sono, il giorno in cui mi ero decisa a prenotare l’albergo, i fondi per i voucher erano terminati! Poco male, alla fine ho trovato un b&b davvero carino dove sono stata benissimo e che mi ha accolto simpaticamente così.

Grazie agli orari un pò infelici dei voli, in pratica ho avuto solo 48 ore per stare in città, poche, davvero troppo poche per vedere tutto quello che avrei voluto. Così, per evitare di fare tutto di corsa, ho tagliato drasticamente la lista delle cose da vedere e ho deciso di prendermela comoda.

Torino mi da il benvenuto con uno splendido pomeriggio di sole e una tiepida serata autunnale e inizio subito ad amare questa città, così elegante, tranquilla e poco turistica.

Dopo una passeggiata di più di 10 km e una gustosa cenetta a base di jacket potato – tipico piatto torinese : )! – da Poormanger, mi ritrovo ad ammirare Piazza Castello semivuota ed illuminata dalla luna piena. La vacanza è iniziata bene!

Discovering Italy: La Magica Torino

Nel cercare informazioni e curiosità in vista di un breve viaggio a Torino ho trovato questo interessante post del blog di “The Traveling Fork” che condivido con piacere.

The Traveling Fork

Si dice che Torino sia la città magica per eccellenza e che vi sia una città nella città, popolata di nascondigli segreti, occultismo e simbolismo esoterico, di luce e di tenebra. Leggenda vuole, infatti, che la città sia profondamente legata a tutti e due i triangoli del mondo della magia: sia a quello della magia bianca, che comprende anche Lione e Praga, che a quello della magia nera, insieme a San Francisco e Londra. Secondo altri, Torino è percorsa da due correnti energetiche opposte, date dallo scorrere della Dora (polarità femminile) e del Po (maschile), che scorrendo nel sottosuolo conferirebbero alla città un polo di energie telluriche positive da un lato e negative dall’altro.

In questo caleidoscopio di combinazioni su cui molti discutono, vi propongo un tour alla scoperta delle sue zone d’ombra e di luce. Pronti?

File:Brogi, Carlo (1850-1925) - n. 8106 - Torino - Piazza dello ...Il percorso ha inizio dalla parte più misteriosa e inquietante della città: Piazza Statuto, situata…

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Una visita all’Imperial War Museum

Londra 14 Luglio 2018

Il recente post sul Musée National d’Histoire Militaire del Lussemburgo mi ha riportato alla mente la visita al meraviglioso Imperial War Museum di Londra. Ne avevo già parlato in un vecchio articolo a proposito dei musei londinesi (https://bit.ly/2Hx7YAd) ma penso che meriti davvero uno spazio tutto suo. Avendo avuto la poco brillante idea di raggiungere il luogo a piedi, dopo una mattinata trascorsa alla Torre di Londra, raggiunsi il museo abbastanza in ritardo su quanto previsto e dovendo poi tornare a casa per portare a spasso Fizz, la visita fu purtroppo un pò veloce, ma ugualmente entusiasmante.

Già solo l’ampio e scenografico atrio del museo, dove sono esposti aerei, missili ed altro materiale ci mostra subito quali allestimenti di forte impatto ci aspettano nelle varie sezioni: bisogna riconoscere che in questo i musei londinesi sono eccezionali, con allestimenti davvero coinvolgenti e d’effetto, realizzati per evitare la monotonia di tante sale tutte uguali come accade ancora in Italia.

L’esposizione inizia con la galleria dedicata alla Prima Guerra Mondiale, mirabilmente rinnovata nel 2014 dallo studio di design Casson Mann, ai quali va tutto il mio rispetto e un pò di sana invidia (hanno messo le mani anche nel Maritime, per dire! Magari provo a sentire se hanno bisogno di un’attempata stagista). È qui che troviamo, tra le altre tante cose, la ricostruzione di una piccola trincea che ci fa (parzialmente) rivivere e capire quella che può essere stata l’esperienza di logoranti battaglie come quella della Somme.

Foto presa dal web

Si passa poi alla Seconda Guerra Mondiale e alla toccante “Holocaust Exhibition” mentre, come leggo sul sito del museo, una delle sezioni che più mi era piaciuta, “Family in Wartime” che mostrava la vita dei civili in tempo di guerra, riproducendo persino l’interno di una tipica casa britannica, è stata chiusa, spero non in via definitiva. Da visitare rimangono ancora la Lord Ashcroft Gallery che rende omaggio a coloro che, per i loro atti di coraggio, sono stati decorati con la Victoria Cross e le gallerie dedicate ai conflitti più recenti.

L’IWM ha due estensioni nell’ IWM Duxford, che è il museo dell’aria più grande d’Europa, collocato in una delle basi della RAF da cui partirono molte delle missioni della Battaglia d’Inghilterra, e l’IWM North di Manchester. Per gli appassionati di fotografia, segnalo che nella sezione Prints del sito è possibile acquistare, tra le altre cose, delle bellissime immagini del celebre fotografo Cecil Beaton!

A completamento della visita, sarebbe interessante andare a vedere anche le Churchill War Rooms, ovvero i sotterranei dove si insediò il Cabinetto di guerra inglese durante la Seconda Guerra Mondiale, e la nave da guerra HMS Belfast, ma di questo spero vivamente di poter scrivere presto visto che non sono ancora riuscita a visitarli.

https://www.iwm.org.uk

Foto presa dal web

Una novità per camminare a Londra

Mi piace camminare, e quale miglior modo di conoscere una città se non quello di girovagare, a volte senza una meta precisa, per le sue strade, cercando possibilmente di evitare i tracciati meno battuti?

Grazie a “Londra Da Vivere“, sito e pagina Facebook ricchissimi di notizie ed informazioni su Londra, sono venuta a conoscenza di una interessante notizia. La TFL, la società dei trasporti londinese, ha creato una nuova mappa della città, chiamata Footways, che mostra itinerari alternativi e meno noti che collegano stazioni, monumenti, parchi e mete popolari così da permettere di percorrere a piedi strade meno affollate, evitando le zone più congestionate della città. Uno degli scopi della mappa è infatti quello di disincentivare, per quanto possibile, l’uso dei mezzi pubblici in questi tempi così difficili scoprendo al tempo stesso percorsi meno conosciuti, ma non per questo meno ricchi di attrattive. La guida copre la zona centrale della capitale britannica ed è disponibile sia in versione cartacea che digitale (https://footways.london).

Dato il mio amore per Londra spero di riuscire ad avere una copia di questa mappa e soprattutto di poter tornare presto ad esplorare i suoi quartieri e le sue meraviglie!

La mappa non è questa!!

Meglio soli o accompagnati?

Viaggiare soli è bellissimo e temo che, una volta provata l’esperienza, sia difficile riadattarsi a farlo in compagnia. La completa libertà di andare dove ci pare e fare ciò si vuole è appagante, ma non è detto che a volte non ci si senta soli e non si abbia voglia di condividere un pò di tempo con altre persone, magari un connazionale che vive in zona. A me, per esempio, non piace passare troppo tempo al ristorante da sola ed è per questo che all’estero mangio sempre un pò sbrigativamente e magari non entro in qualche localino che invece mi attirerebbe (a Londra risolvo brillantemente il problema in maniera sana ed economica grazie a Pret a Manger e Le Pain Quotidiane, due ottime catene per pasti buoni e veloci!).

Per fortuna la rete ci viene incontro per risolvere questo problema (così come tanti altri) e un aiuto ci può arrivare da Meetworld® – Viaggiare & Incontrarsi nel Mondo. Meetworld è un gruppo Facebook che nasce proprio dall’idea di far incontrare viaggiatori solitari in giro per il mondo. Si scrive un post facendo conoscere la meta e le date del viaggio e se qualcuno ( un locale o un altro giramondo) risponde il gioco è fatto! Semplice no?

Personalmente ho fatto due esperienze a Londra ed entrambe le volte è stato un piacevole incontro: la prima volta ho fatto una passeggiata per Camden Town con Francesco, un altro solo travel in viaggio per festeggiare il suo compleanno e la seconda ho pranzato da Carluccio’s con la simpaticissima Anna Maria, anche lei petsitter in missione in città, con la quale sono ancora in contatto. Ovviamente non sempre funziona, questa volta per esempio non siamo riusciti ad organizzare un incontro di gruppo, ma tentar non nuoce!

(Foto prese da Pexels)